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Oggi parleremo del nostro impianto elettrico di casa e vedremo quali sono le sue componenti.

L’impianto elettrico di casa nostra consiste, solitamente, in due grosse aree, un po’ come fosse un albero: il quadro elettrico, il tronco, e i corrugati con le varie scatole, i rami e le foglie che vi sono attaccate.

Per prima cosa è doveroso menzionare che nelle abitazioni odierne molto spesso se non sempre troveremo impianti di natura monofase, ovvero sia un conduttore più neutro in corrente alternata a 220/230v – 50/60 hz (non mi stancherò mai di dirlo); più raramente, solitamente in officine o comunque in luoghi che richiedono più potenza troveremo una trifase a 380 v alla medesima frequenza (in questo link trovate tutti gli standard elettrici).

Queste utenze, così vengono chiamate, vengono fornite dalle compagnie elettriche e normalmente prevedono un’utenza di 3Kw, che può essere aumentata a 4,5 o 6 Kw qualora venisse richiesto per qualsiasi evenienza (solitamente quando si ha il forno elettrico al posto di quello a gas).

Dal contatore partono due fili, fase e neutro rispettivamente, che arrivano fino al nostro quadro: da qui ci sono diverse possibilità di configurazioni ma noi tratteremo la più classica delle classiche che consiste in un differenziale, magneto luci e magneto prese. Spieghiamo ora brevemente quanto appena detto:

  • Differenziale: anche chiamato salvavita (ci sarà un motivo no?), il differenziale, tratteremo quello di natura pura, ci protegge da contatti diretti ed indiretti causati  da noi stessi o da altre sorgenti che simulino la resistenza di terra portando quindi ad una dispersione di corrente (in questo caso per i contatti diretti il valore del differenziale, IDN, deve essere superiore ai 30 mA)
  • Magnetotermico: detto anche automatico (ci sono comunque delle differenze ma andremmo troppo nel dettaglio), protegge l’impianto da un cortocircuito o da un sovraccarico dovuto per esempio al superamento del valore nominale dello stesso. Infatti vengono utilizzati due valori per le differenti utenze: C16 per prese e C10 per luci (questo perchè l’assorbimento di corrente delle prese – F.M. – risulta più elevato rispetto a quello delle luci)

Per ora mi fermo qui poichè vedremo meglio in un tutorial cosa scegliere e per quale motivo (ad esempio l’utilizzo di C6 per allarmi con il nostro arduino oppure i trasformatori da quadro per le segnalazioni acustiche nei bagni) ma volevo farvi dapprima un piccolo inciso: nei quadri vengono utilizzati cavi del 4″, mentre per le prese del 2,5″ e per le luci del 1,5″, questo per ragioni simili alla differenziazione fra i magnetotermici riportata sopra.

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