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Dato il grande successo della rubrica sull'elettricità (manco per niente ma mi piace crederlo) , oggi cominciamo una nuova "avventura" con una materia strettamente collegata ad essa: l'elettronica.

Prima di cominciare tutta la cantilena sulla storia e lo sviluppo di essa vi invito comunque a leggere le prime puntate della prima rubrica sull’elettricità per avere un background di conoscenze un po più corposo.
Come faccio solitamente prima di parlare di qualsiasi argomento, iniziamo con un piccolo tuffo nel passato alla scoperta di come è nata l’elettronica. Come ci insegna il nostro caro amico wikipedia (sa un sacco di cose questo oh !) l’elettronica è la scienza e la tecnica della propagazione ed emissione degli elettroni nel vuoto o nella materia; ma chi ne sono gli inventori o quanto meno i pionieri?

Le prime applicazioni in campo pratico le abbiamo grazie a Guglielmo Marconi e Nikola Tesla con le loro radio, ma il patriarca, per lo meno così viene considerato, è Fleming con l’invenzione del diodo. Ci furono poi altre scoperte di cui possiamo menzionare quella forse più importante del transistore, fatta nella seconda guerra mondiale, e successivamente dei circuiti integrati che hanno cambiato il volto della tecnologia in pochissimi anni.

Ad oggi viene utilizzata praticamente in ogni ambito: dall’informatica all’aereonautica a qualsiasi altro campo implichi l’uso di un circuito elettronico (quindi praticamente qualsiasi ambito).

Negli anni però si è fatta una importante distinzione fra due “tipi”, passatemi il termine, di elettronica: quella analogica e quella digitale.

L’elettronica analogica si occupa dell’elaborazione dei segnali analogici che possono assumere con continuità tutti i valori compresi fra 2 estremi. L’analogico si occupa principalmente dell’elaborazione , trasmissione e generazione dei segnali ed è un po più vecchiotto rispetto al digitale.

L’elettronica digitale si occupa invece di gestire ed elaborare informazioni di tipo digitale. Recentemente è stato preferito un approccio di natura digitale per le nuove applicazioni elettroniche in primo luogo per la maggiore resistenza ai disturbi grazie alla presenza di valori logici (1 e 0) che nonostante i disturbi riescono comunque a passare il segnale. Nelle trasmissioni digitali inoltre l’introduzione di tecniche di codifica e decodifica di canale, possibili solo per segnali digitali, migliora ulteriormente le prestazioni rispetto agli errori.

Con questa piccola introduzione vi lascio e ci vediamo alla prossima puntata in cui parleremo delle basi dell’elettronica.

A presto 😉

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